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Recensione da www.fourzine.it - Diritto alla Vita
Vittime della giustizia italiana. Vittime di un sistema che spesso penalizza gli offesi e agevola i carnefici. Il bellissimo libro di BARBARA BENEDETTELLI, “Vittime per sempre”, edito da Aliberti Editore, racconta come e perché la giustizia italiana, a volte anche troppo garantisca, non funziona come dovrebbe. Barbara Benedetelli dà voce alle vittime del terrorismo, della mafia, della Uno Bianca,  di reati come l’omicidio colposo,  che spesso avviene per strada, di notte, e a rimetterci sono gli innocenti. L’autrice fa parlare i parenti, madri e padri, figli, straziati dal dolore di una perdita. Uomini e donne che, nonostante l’oltraggio subito, cercano di sopravvivere, non perdono la speranza. Anche se la morte dei loro cari, spesso, poteva essere evitata. Bastava tenere in cella, ancora per un po’, o magari rieducare davvero, i soggetti ritenuti “socialmente pericolosi”, come ad esempio Mario Alessi, l’assassino di Tommy   

Una libertà legalizzata che è costata l’ergastolo perpetuo del dolore ad un’intera famiglia e la morte di un bambino che non aveva neanche due anni”. Tommy era piccolissimo e il modo efferato in cui è stato ucciso ha scosso tutti. Poteva essere evitato questo strazio? Forse sì. Però a volte la vita si accanisce contro alcuni. Non c’è limite alla sofferenza. E sulla famiglia Onofri si è abbattuta un’altra disgrazia. Ma Paola Onofri, madre del piccolo Tommy, ha parole di speranza che fanno riflettere. Come questo testo. Un vero e proprio grido disperato. Ci sono pagine che ti rimangono dentro. Ti entrano nell’anima. Grazie soprattutto alla grande sensibilità dell’autrice che, come lei stessa scrive, è un’idealista, e riesce a dipingere con grande abilità il volto dolente dell’umanità ferita.   

Chi muore vive senza esistere dentro chi l’ha amato in giorni di un passato che non ha più futuro. Non è più vivo per la terra, per la legge, per la giustizia, ma esiste ancora in chi è stato parte del suo destino. E questo la legge, come la giustizia umana, non lo possono cancellare”. 

Ci sono storie, dati, sentenze che dimostrano come in termini di giustizia, uguale per tutti, la Legge italiana ha ancora molta strada da fare.  Soprattutto nella tutela delle fasce più deboli, donne e minori. L’autrice cita l’assurda sentenza con la quale, circa un anno fa, la Cassazione ha assolto - o meglio ha annullato una condanna ad 8 mesi di reclusione, già in parte nulla - un marito dall’accusa di violenza ai danni della moglie. Secondo i giudici la condizione psicologica  della donna non era tale da poter parlare di maltrattamenti continui. La signora si è dimostrata troppo “forte”. Questo crea un precedente molto pericoloso, spiega Barbara Benedettelli. Eppure di donne in Italia per mano degli uomini, soprattutto mariti e fidanzati, ne muoiono tante.   

 “Vittime per sempre” è un testo fondamentale per chi voglia capire la vita e li dramma di chi è vittima di un’Ingiustizia e non si sente tutelato dallo Stato. Per chi non voglia restare indifferente ai volti protagonisti di noir-reality televisivi e dello sciacallaggio dei media. Facce pulite di persone che sono fatte di carne e sangue, che appartengono a loro stessi e alle loro famiglie, le quali, a causa del sistema, sembrano non avere alcun diritto. Non si tratta di essere forcaioli o giustizialisti, come fa capire mirabilmente l’autrice da anni accanto alle vittime di violenza, si tratta di stare dalla parte della vita.   

Perdere una persona cara per omicidio provoca un dolore più grande di quello di un assassino recluso. C’è una libertà negata più importante di quella negata a un colpevole di omicidio: è quella del cadavere che si trova in una bara. E’da questi due punti che dobbiamo ripartire per non aggiungere ingiustizia all’ingiustizia. Per stabilire un primato necessario alla nostra stessa conservazione. Non il primato della politica, della giustizia, della morale. Il primato della vita. Cosi scontato, così banale, che nessuno ormai lo tiene più in considerazione”. 

di Vittoria Smaldone

  

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