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L'opinione-Il Malleus Politicus e la caccia al cavaliere

L'opinione-Il Malleus Politicus e la caccia al cavaliere - Barbara Benedettelli

 

 

 

In Italia la libertà d'informazione è assoluta, almeno per coloro che sono antiberlusconiani, perchè se sei dalla parte delle istituzioni allora non puoi dire. Non devi dire. Non hai il diritto di dire. Se poi stimi Berlusconi e il suo lavoro, per te - com' è già per lui-, comincia la caccia alle streghe. Il Malleus Politicus sostituisce il Malleus Maleficarum ( il maglio delle streghe) . La caccia è aperta!

 

 

 

In Italia si fa un gran parlare di politica. Sui giornali, in tv e in questo controverso web. Si legge, si ascolta. Il botta e risposta è continuo, ossessivo! Non sempre educato. A volte è come un balletto scoordinato che non va a ritmo, è fuori dal contesto vero della politica, quello che riguarda la gente da vicino.

 

 

 

L'odio si respira, si vede, si sente, si tocca con mano. Un odio vuoto. Non ha contenuto al di fuori della rabbia cieca che da qualche parte deve pure andare. E' come "il nulla" che spaventa tanto il mio bambino quando guarda La storia infinita.

 

 

In questi giorni si fa un gran parlare di fatti. Davvero memorabile l'editoriale di Santoro! E poi sì, è vero, c'è un quotidiano che si chiama "Il Fatto". E' ricco di opinioni, ma loro le chiamano fatti. Chissà cosa dice in proposito il vocabolario?

 Sì, ecco, devo dire che lascia ampia possibilità di scelta. E'arbitrario. Una parola arbitraria forse va usata con cautela.

 

 

 

Perchè io posso scegliere questa spiegazione: “ciò che è concreto”. Ma chi non la pensa come me potrebbe sceglierne un'altra: “la vicenda di un romanzo, un film”.

 

 

 

Ma qui sono io a dire la mia, solo un'opinione tra le tante possibili certo. Ma la libertà di parola vale anche per me. O no?

 

 

 

Per certe persone i fatti sono accuse non provate, spesso uscite dalla bocca di personaggi di bassa leva, di assassini ( detti pentiti), o di avversari. Queste accuse però valgono così tanto da arrivare anche a distruggere la reputazione di chi ne è colpito. E si sa, in un mondo in cui regna l'invidia e si spera sempre che gli altri stiano peggio di noi, vero o non vero, una volta che sei stato ricoperto di fango non te ne liberi più. Tutto questo è triste per tanti motivi, rivela la pochezza umana. 

 

 

 

C'è chi sostiene che essere chiamati razzisti sia peggio che essere chiamati mafiosi. Dipende da che parte si sta naturalmente! Ognuno è libero di pensare il mondo dal suo punto di vista, purchè non faccia male agli altri però.

 

 

 

In questi giorni si dice anche che siamo tornati agli anni di piombo. E' vero. Almeno in parte. Di sicuro il clima della politica, ma anche il clima sociale, è teso. Infiamma. Mette uno contro l'altro. Per strada c'è chi ha il terrore di parlare bene di un governo regolarmente in carica perchè non si sa mai chi hai vicino. Magari ti arriva una statuetta di Di Pietro in faccia! Ops. Cosa ho detto, un nome pronunciato invano. E adesso?

 

 

 

Mi viene in mente la caccia alle streghe: una proiezione dell'immaginazione che si alimentava grazie alla persecuzione, alla menzogna. Ieri l'inquisizione era armata del Malleus Maleficarum, un librone guida per inquisitori e seguaci. Oggi invece mi sembra di intravedere una sorta di Malleus Politicus Mediaticus. O Malleus Berlusconibus, vedete voi. Sempre di caccia si tratta, e il codice comune è chiaro: attacco, assedio, diffamazione ecc. 

 

 

 

Ma veniamo al primo. Durante i processi per stregoneria si dava valore, molto valore, alle parole dei testimoni. Se almeno due persone dicevano la stessa cosa allora quella era la verità- ovvero un "fatto". Una verità che bastava a se stessa come prova. Ma come ci si arrivava?

 

 

 

Se per caso uno dei testimoni non era convinto che l'accusato fosse colpevole di stregoneria, allora lo si metteva in condizioni “di esserlo”. Per esempio, se rispondevi che le streghe non esistono o che quella persona- o te stesso- non ha fatto piovere, allora ti dicevano: “quindi le streghe che fin'ora abbiamo mandato al rogo erano innocenti ?” La risposta era necessaria, ma c'era un problema. Se dicevi si', allora eri considerato eretico, perchè non credere alla stregoneria era Eresia! E quindi : al rogo!"

 

 

 

Un po' come oggi: “se non credi che Berlusconi è il male allora ti mettiamo al rogo insieme a lui!” . Più o meno.

 

 

 

Il Malleus conteneva una serie d'indicazioni e regole che chiunque potesse seguire, così, tanto per armare qualche invasato. E descriveva i famosi “fatti”- che siccome erano scritti dall'elite allora erano veri-, come per esempio che le streghe facevano venire i temporali. Di “fatto” quando qualcuno stava un po' sulle cosiddette bastava leggere il Maleus e zac. Bruciato!

 

 

 

Allora era la Chiesa- un grande Papa se ne assunse la responsabilità e chiese scusa-, che se ti riconosceva come nemico ti lasciava in pasto a coloro che aveva ben istruito, indottrinato, forzato con i vari metodi imposti e il bel librone. Oggi c'è il Malleus Mediaticus voluto da una parte politica che attraverso i media indottrina, tenta di condizionare le masse, fornendo immagini collettive in grado di modificare la percezione della realtà, di annebbiarla, o di renderla confusa.

 

 

 

Il clima di sospetto e di terrore era generale e grande allora, lo è oggi. Quando vai in giro devi stare attento a cosa dici, perchè altrimenti se non ti insultano ti arrestano, se non ti arrestano ti intercettano, se non ti intercettano ti tirano le pietre. Vedi tu!

Barbara Benedettelli