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L'opinione-Era vita? Adesso è morta!

L'opinione-Era vita? Adesso è morta! - Barbara Benedettelli
Mi dispiace. Mi dispiace Eluana. Credo che molti, in Italia e non solo, ora piangano per te e per quel padre che, autorizzato a farlo da una cultura che mi vede distante e lontana, ti ha uccisa. Lui sostiene di averti liberata. Un giorno forse si chiederà perchè nessuno lo ha fermato. Noi ci abbiamo provato. Noi che siamo per la vita, la sola certezza che abbiamo. Non ti conosco, t'immagino soltanto, provo a pensare a te, a chi eri, a chi sei diventata dopo. Dopo quell'istante che ha modificato tutto.  Adesso non ci sono piu' se, nè ma, nè forse. Adesso c'è qualcosa che sappiamo essere di ognuno, ma che non conosciamo: c'è la morte.  Da lì non si torna indietro. La morte non ammette ripensamenti. Oggi è il giorno della tristezza, del lutto. Non ti conosco eppure ora piango. Poco fa ho scritto di te, per te, ho scritto con la speranza nel cuore che tutto questo processo di morte, una morte indegna, pubblica, si potesse fermare. Adesso nel cuore ho una ferita. Piango per te.  Perchè sei stata trattata come qualcosa che non è umano. Perchè sei stata uccisa e mentre la tua morte avveniva, noi lo sapevamo, e non abbiamo potuto trattenerti.
C'è chi dice: "spero non abbia sofferto". Invece temo proprio che abbia sofferto, lo hanno messo per iscritto oltre 20 medici europei. C'è chi dice: "spero che la tua nuova esistenza sia migliore della prima". Ma come? Quando era in stato vegetativo era "morta" e adesso che è morta davvero è "viva"? E' dunque meglio la presunta "esistenza" dell'oltre, della "presunta" esistenza del qui? C'è chi grida: "E' stata uccisa! Il colpevole è suo padre!".
Non è suo padre il colpevole. Un uomo al quale la vita è drasticamente cambiata insieme a quella della figlia, tanti anni fa, non puo' essere considerato colpevole. Le sue azioni sono mediate dalla sofferenza. Oggi, il mio pensiero va anche a lui, perchè sono certa, il suo dolore sarà incolmabile, ora è privo perfino di quel granello di speranza che gli uomini sanno mantenere fino all'ultimo respiro. Alla morte, quella vera, non c'è rimedio. La morte si prende la vita. Per sempre. 
E se un giorno si chiedesse perchè nessuno lo ha fermato?.
Se quel giorno arriverà, chi, lucidamente o incautamente, responsabilmente o meno, ha permesso, o anche solo sperato che una donna morisse, quel giorno molti dovranno farsi un esame di coscienza vero, reale, profondo e libero da condizionamenti esterni. Mi auguro, e ci auguro, che la meditazione sulla vita a cui gli Englaro ci hanno costretti non soccomba alla cultura della morte come rimedio al dolore. Che la morte non prevalga come prima possibilità che le esclude tutte. Che questa riflessione porti ognuno, pro o contro, a ragionare sul nostro tempo, sulle violenze quotidiane, su un mondo abitato da esseri che non sanno piu' camminare sui piedi, che vanno avanti senza guardare davvero e che quando lo fanno, in gran parte, lo fanno a testa in giu' o con occhi altrui.
La vita è la nostra unica certezza, va tenuta come il solo tesoro davvero da tutelare, rispettare, proteggere. Amare. La vita viene anche prima della libertà, perchè senza vita non c'è niente. 
Barbara Benedettelli